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Peste suina africana: un virus complesso e ancora poco conosciuto
La peste suina africana (PSA) è una grave malattia virale che colpisce sia suini domestici sia cinghiali. Individuato per la prima volta in Africa, il virus della PSA si è poi propagato nel resto del mondo provocando importanti perdite economiche nel settore suinicolo. In Africa, il virus è trasmesso dalle zecche molli e circola principalmente tra suini selvatici quali facoceri, potamoceri e potamoceri rossi, che nella maggior parte dei casi non contraggono l’infezione. Nei suini domestici e nei cinghiali euroasiatici, invece, il virus della PSA causa una malattia grave che in molti casi porta alla morte. Il contagio tra suini domestici e cinghiali avviene principalmente tramite contatto diretto o prodotti contaminati. Attualmente non sono disponibili né un vaccino registrato né un possibile trattamento. La PSA non rappresenta una minaccia soltanto per il settore suinicolo, ma anche per le popolazioni di cinghiali.

I coronavirus: responsabili di infezioni respiratorie ed enteriche e di zoonosi
I coronavirus sono virus a RNA, descritti per la prima volta quasi un secolo fa. Molto variabili dal punto di vista genetico, possono infettare sia numerose specie animali sia gli esseri umani e rappresentano quindi un importante rischio di zoonosi (malattie trasmesse dall’animale all’essere umano e viceversa).

I virus dell’influenza – una minaccia globale per esseri umani e animali
Gli uccelli acquatici costituiscono un serbatoio naturale per i virus dell’influenza A. Tramite i loro escrementi rilasciano nell’ambiente un’elevata quantità di virus infettivi che possono contagiare altre specie quali, ad esempio, il pollame domestico, i suini o i visoni. Fungendo da ospiti intermedi, questi animali possono giocare un ruolo decisivo nello scoppio di pandemie influenzali.

Eradicazione della diarrea virale bovina in Svizzera
Prima dell’inizio del programma di eradicazione, la BVD causava ogni anno perdite economiche di diversi milioni di franchi nelle aziende detentrici di bovini in Svizzera. Questo ha spinto diverse associazioni di allevatori a richiedere la sua eradicazione nella popolazione bovina.

I virus trasmessi da zanzare e zecche sono una minaccia crescente
I flavivirus zoonotici sono solitamente trasmessi da zanzare o zecche e causano gravi encefaliti, danni fetali o febbri emorragiche negli esseri umani e negli animali. In Europa, alcuni di questi flavivirus stanno diventando una minaccia crescente a causa della diffusione sempre maggiore di vettori (zecche e zanzare) dovuta al riscaldamento globale e alla globalizzazione. L’individuazione del virus del Nilo occidentale (WNV) in zanzare autoctone in Svizzera nel 2022 ha reso più elevato il rischio di casi nel nostro Paese.

La fattoria sperimentale dell’IVI: sperimentazione animale e alternative
Per studiare queste malattie infettive, è essenziale condurre esperimenti sulle cellule immunitarie dell’ospite naturale e sugli animali. Attualmente i modelli in vitro non consentono di valutare i meccanismi e la gravità di una malattia legata a un ceppo virale, così come la risposta immunitaria e l’effetto protettivo di potenziali vaccini. In questi casi, è quindi necessario condurre esperimenti sugli animali.In Svizzera, tutti gli esperimenti sugli animali sono soggetti a una rigorosa procedura di autorizzazione conformemente alla legge federale sulla protezione degli animali. Prima di tutto, per rispettare la prima «R» del principio delle 3R (Replace, Reduce, Refine), uno studio sugli animali è autorizzato soltanto se non esiste un metodo sostitutivo per rispondere alle domande che si presentano. Una volta stabilito che un esperimento sugli animali è assolutamente necessario, l’autorizzazione viene concessa solo dopo un’attenta valutazione da parte di una commissione cantonale indipendente di una richiesta ben motivata, che giustifichi gli obiettivi, il numero minimo di animali (Reduce) e dimostri che i metodi utilizzati rispettano il più possibile il benessere degli animali (Refine). La ponderazione degli interessi in gioco consente di stabilire se un esperimento sugli animali può essere autorizzato e realizzato. Se per rispondere a una domanda è necessario utilizzare linee cellulari animali o umane permanenti o addirittura un approccio interamente sintetico, è necessariamente obbligatorio seguire questa procedura in via prioritaria, in quanto consente di ridurre al minimo la sperimentazione animale. Tuttavia, spesso è necessario ricorrere a cellule primarie. A tal fine, vengono prelevati regolarmente campioni di sangue dagli animali dell’IVI, una procedura che è anche soggetta all’autorizzazione per la sperimentazione animale, con un livello di gravità pari a 0. Le cellule primarie ottenute in questo modo possono essere utilizzate in particolare per: